mercoledì 17 ottobre 2007

incipit

Bevo troppo, lo so. O almeno lo ricordo sempre il giorno dopo quando mi alzo dal letto, vestito del giorno prima. Apro gli occhi e non sembra che tutto giri. Sembra quasi normale. Forse lo sarebbe se non decidessi di muovere la testa. È li cominciano i problemi, è in quell’istante che sale la fitta. Dalla base del collo parte, la maledetta e si arrampica come non esistesse la gravità. Sale veloce, un razzo sparato nel cervello. Un cappio che si stringe attorno al cervello e lo stringe con forza. Con un certo sadismo, anche, un specie di ritorsione del mio corpo palestinese all’abuso israeliano di alcool.
E poi almeno dimenticassi. Ma è una frase fatta, questa. E le frasi, quando sono fatte, perdono attendibilità. Come le persone. Io bevo e ricordo tutto. Quanto, quando, dove. Il perché, accidenti. Soprattutto quello. Sono una spugna, è vero. Assorbo e trattengo. Bevo e ricordo. e quando quel perché sale a galla nel fiume di vino che mi scorre nelle vene un’altra fitta parte, un’altra esplosione avviene nella testa, il cappio ancora un poco si stringe. Ed io chiudo gli occhi e vedo lei. La mia vita

1 commento:

unachecerca ha detto...

niente male.
...

Archivio blog